Che un generale va in televisione a dire che gli omosessuali godono di ogni diritto perchè guidano la macchina e vanno dal medico, è una cosa talmente spregevole da auspicare l'interruzione della discussione per manifesta inferiorità da parte dell'intervistato.
E invece l'intervistatrice lo lascia lì, a vaneggiare su opportunità e doveri di una società alla canna per colpa della modestia della controparte. Il dialogo con un tiranno va sempre a fare il gioco dell'autocrate che è più abile a giocare su quel campo, è scaltro e diretto, crede in ciò che dice e lo espone in modo così elementare da entrare nella testa di chi preferisce il mondo con un uomo al comando.
Il delirio sulla famiglia è poi da incorniciare...
Antonio Rezza su "Linus" n.07 luglio 2026
Dal profondo della notte che mi ricopre
Nera come la fossa da polo a polo
Ringrazio gli dei qualunque essi siano
Per la mia anima indomabile.
Nella stretta morsa delle avversità
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
Incombe soltanto l'orrore delle ombre.
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.
William Ernest Henley
...buoni e i cattivi, per lui, dovevano essere riconoscibili, con poca approssimazione, al primo sguardo. Come se indossassero magliette diverse. Come due squadre di calcio contrapposte.
Purtroppo, se ne rendeva conto, non era così che andava. Col tempo, collezionando amarezze, aveva compreso che forse la cattiveria nemmeno esisteva. Ma c’era l’egoismo, in diverse forme e in molteplici proporzioni, che nella sua essenza suprema portava un uomo a eliminarne un altro. E l’egoismo percorreva strade insolite, infiltrandosi anche in quelle che a buon titolo avrebbero potuto essere definite “brave persone”.
Insomma, i cattivi non erano sempre quelli che sembravano cattivi. Bisognava imparare a cercare le vene perverse nei comportamenti normali.
da "Sara, le origini" di Maurizio de Giovanni - BUR Rizzoli
Nella mia oramai ultracinquantennale esperienza come lettore, radioascoltatore e teleascoltatore ho avuto un talento unico: far chiudere quasi tutte le mie testate preferite.
Tra le riviste ho visto morire Avvenimenti, Il Diario, Il Mucchio Selvaggio e altre, tra le radio mi ricordo Italia Radio, anche alcuni canali televisivi che amavo sono scomparsi negli anni, per non parlare di testate di fumetti.
In questi giorni è scoppiata la patata bollente di RAI SCUOLA; sembra che il canale chiuderà a breve, la RAI ha pubblicato un comunicato stampa su cui evito commenti, perchè si commenta da solo. Gli articoli sui giornali ed in rete si susseguono dicendo tutto e il suo contrario.
Ho preso l'abitudine, da almeno 4 anni, quando sono a casa, di mettermi la sera davanti al PC a scrivere, giocare o cazzeggiare... di tenere accesa la TV accanto a me, sintonizzata su RAI SCUOLA. Mi sono goduto documentari e approfondimenti su Astronomia, Psicologia, Sociologia, Natura, Storia della Scienza, Scienze varie... etc. Un piacere per la mente e per gli occhi. Vero che molti erano di produzione anglosassone e si notava la carenza di produzioni nazionali.
Ultimamente ho avvertito un decadimento del livello medio, come è successo per RAI 3, RAI STORIA e per RAI 5. Del resto, visto che i detrattori di RAI SCUOLA dicono che non c'è audience, vorrei anche dire che se nessuno investe su un format e un "prodotto", e magari quel canale lo tieni seminascosto (molta gente non sa neanche che esiste), difficilmente ci sarà un boom di ascolti, anche tra studenti e professori (categorie che già di loro, attualmente, spesso non brillano per le capacità di approfondimento).
Tra l'altro la voce più persistente dice che il canale sarà sostituito con un canale sull'identità italiana, che sembra si chiamerà "italiana".
Vediamo che succede, personalmente sono pessimista.
V.
Il mare era infinito, ma il viaggio fu brevissimo.
Andavano a una velocità indicibile. Non c’erano limiti, confini.
Per un po’ solcarono le acque, poi presero le vie del cielo.
L’amore è un attimo, un volo.
A Europa sembrò di essere a cavallo di una stella, il mondo era cosí piccolo sotto di lei che poteva tenerlo in una mano.
Vedi queste terre?, le disse il toro dal manto bianco. Le chiamerò col tuo nome, per ricordarmi di te in questo viaggio.
da "L'amore prima di noi" di Paola Mastrocola - Supercoralli