...buoni e i cattivi, per lui, dovevano essere riconoscibili, con poca approssimazione, al primo sguardo. Come se indossassero magliette diverse. Come due squadre di calcio contrapposte.

Purtroppo, se ne rendeva conto, non era così che andava. Col tempo, collezionando amarezze, aveva compreso che forse la cattiveria nemmeno esisteva. Ma c’era l’egoismo, in diverse forme e in molteplici proporzioni, che nella sua essenza suprema portava un uomo a eliminarne un altro. E l’egoismo percorreva strade insolite, infiltrandosi anche in quelle che a buon titolo avrebbero potuto essere definite “brave persone”.

Insomma, i cattivi non erano sempre quelli che sembravano cattivi. Bisognava imparare a cercare le vene perverse nei comportamenti normali.

 

da "Sara, le origini" di Maurizio de Giovanni - BUR Rizzoli